Mi imbatto negli Atlantic Ridge nel gorgo del mio lettore rss, due cose catturano la mia attenzione: la copertina* e il fatto che metà del duo che lo forma sia Jacopo Gianmaria Pepe (Bedsore).
In 41 minuti i nostri ci portano a spasso in 6 luoghi-posti della mente-canzoni giocando di suggestioni nell'alternare le loro due anime: la prima fatta di sfuriate black metal con quel piglio atmospheric che li fa giocare nel campionato di band come i Wolves in the Throne Room**, la seconda di cupi rallentamenti death-doom, usati quasi a voler far galleggiare per un attimo l'ascoltatore nella loro semi-immobilità.
A contorno, delle aperture melodiche per dare un attimo di respiro, che fanno capolino soprattutto nella seconda metà del disco.
Non è un disco che ho digerito facilmente, i primi ascolti però mi hanno lasciato qualcosina, una voglia di risentirlo con più calma e insistendo un attimo, con la giusta attenzione, credo di aver trovato la chiave di lettura che me li ha fatti definitivamente amare.
*di cui non trovo nessuna info riguardo all'artista, purtroppo
**band di assoluto spessore che ha dato il via a quel sotto-sotto genere del cascadian black metal