Parto da lontano, dicendo che i 1Boysetsfire sono una delle mie band preferite di sempre, con uno dei cantanti in ambito punk/hardcore (per me) migliori di sempre.
Ho sempre seguito con estremo interesse tutti i progetti di Nathan/Natasha Grey, dai più scanzonati -The Casting Out- a quelli più incazzati -I Am Heresy- passando per i lavori più intimi delle uscite solista.
Negli ultimi anni ha dato continuità ai The Iron Roses, band nata dapprima come band di supporto per le sue attività solista e poi diventata una creatura a sé stante.
Il loro ultimo disco è uscito in un periodo propizio per ascoltare il punk (l'estate) e, ad oggi, continuo ad ascoltarlo regolarmente. Sembra un piccolo compendio di tutto quello che mi piace del punk: è un disco che, se vogliamo trovargli un difetto, è a tratti troppo eterogeneo, ma la capacità di tirare fuori pezzi trascinanti che ti si stampano in testa è evidente ad un primo ascolto.
Ever since November 2024 we've heard the same tired bullshit everywhere — "At least we'll get some good music out of this." Fuck that. We'd much rather a world filled with equality, food, housing, health care, education, peace, and love. We'd rather not need the music at all. But the world is on fire, the people in power are pouring gasoline, and here we are. So thank the universe that we have bands like The Iron Roses. Because they are actually delivering on that promise — writing world-class anthems about the things we are passionately, viscerally angry about, in a way that no one else is.
(https://theironroses.bandcamp.com/album/molotov-nights)
Inoltre, per un fan dei Boysetsfire, è davvero impossibile non sentire la cifra stilistica di Natasha Gray, integrata nel processo creativo di tutta la band.
Ad oggi non ci sono news confortanti sullo stato dei Boysetsfire ma finché ci saranno i The Iron Roses, davvero, non ne sento così tanto la mancanza come mi sarei aspettato.